martedì 12 ottobre 2010

pensieri sparsi

Ecco, alla fine ho fatto arrivare il vagoncino di Ottobre.
'Settembre la vendemmia, Ottobre con la nebbia' recita la canzoncina imparata alla materna dal primo-gemito, che inizia 'il treno dell'anno ha dodici vagoni...'.

Altro che vendemmia. Ogni anno che passa mi accorgo che i vari inserimenti da fare sono più i nostri, da adulti, che quelli dei bambini.
Una fatica a tornare sul trenino dell'anno, che ti sembra si sia appena fermato alla stazione vacanze.
E proprio con le vacanze nella testa, tutto ti sembra più difficile.
D'altra parte la dicotomia spalmata-sul-lettino-in-riva-al-mare-unta-di-olio-al-cocco VS seduta-in-macchina-nel-traffico è insuperabile.
Va solo accettata con remissività zen.

Dalla Grecia, però, non torno solo con la nostalgia.
Torno miracolosamente con l'autostima rinfrancata da alcune osservazioni psicodietrologiche attuate in un acquario invidiabile per certi appassionati, ossia, il family friend resort.

Nel tempo ho sviluppato la convinzione che la civiltà stia a nord, in queste terre benedette dal Signore, dove le leve del potere sono in mano a donne e a uomini, che nonostante uomini si prodigano per incentivare politiche a sostegno della famiglia, dove le famiglie sono quindi! naturalmente numerose, dove le mamme nascono pedagogiste e i bambini fanno i bambini e sono contenti di farlo.
Non ho mai dato un preciso contorno geografico a queste terre, ma ora so con certezza che la Germania non ne è compresa!
La smania di rendere i figli indipendenti subito, li sta travolgendo.

Ho visto camerieri iniziare a sudare e scambiarsi gomitate di allerta all'ora di pranzo e a cena, davanti all'orda barbarica di piccoli crucchi che entrava al ristorante.
Ma cosa ne potevano questi piccoli invasori? Qui non si parla di educazione o bon ton, si parla di pratiche capacità manuali rapportate all'età.
I genitori tedeschi, smaniosi di renderli indipendenti mandavano creature di due, tre anni a servirsi da soli al buffet...
Ho visto fette di anguria vagare a velocità inspiegabile sul pavimento e tra i tavoli del ristorante, piatti di spaghetti infranti, un continuo cadere di posate per terra.
Ho visto bambini di otto mesi gattonare per interminabili minuti sui budini al creme caramel rovesciati dai fratelli più grandi, senza muoversi di un millimetro.
Ne ho salvato io stessa un altro del quale spuntavano solo le gambine dalla vaschetta del gelato al cioccolato.

Ma non si può, si accompagnano, 'sti figli, gli si insegna, non li si manda allo sbaraglio perchè sei stanco di una giornata di mare (e loro sono stati tutto il giorno al miniclub).
No, no. Non mi piace per nulla questo metodo educativo.

Va beh, insomma, la germania è fuori dal mio personalissimo concetto di civiltà nordica, mi sento un po' più pedagogista, salendo geograficamente di una bella posizione, riprendo il trenino dell'anno con maggior allegria e speriamo che i miei due non si trovino una tedesca, che chissà che disastro dev'essere in cucina (e in Grecia non ci vorrà andare a passare le vacanze, inspiegabilmente).

mari