Fatto sta che per stemperare la tensione che mi accompagna nella lettura del mio attuale libro (‘Perdersi’ di Lisa Genova, categoria Alzheimer presenile, per intenderci), ho girato un po’ per blog, così come avrei girato per un campo di fiori se non fosse stato il 12 di Gennaio e non ci fossero 5°C a dissuadermi.
Trovo una tizia che nei suoi interessi stila cinema, letteratura, cultura, BDSM.
'Toh, guarda che brava, e ha anche quell’hobby lì, come si chiama? Ha messo l’acronimo. Mi sembra Biedesmeier. Aspetta, ecco sì, Biedermeier!
Ma come, e allora la S cosa c’entra? Boh, va bè, giro ancora un po’’.
Seguo il giardino delle possibilità e tutti i bivi e le correlazioni che il mondo virtuale mi offre e finisco a leggere il post di un tizio che si intitola più o meno 'Cosa non è il BDSM'.
‘Ma tu guarda che coincidenza, come la tizia di prima’.
Leggo.
‘Aspetta, aspetta, che qui c’è qualcosa che non quadra con l'attività ornamentale di origini altoatesine’.
Vado sul sito di wikipedia.
E qui, la dura realtà mi schiaffeggia in faccia il suo significato: Bondage & Disciplina, Dominazione & Sottomissione.
O Madonnina santa, e io che credevo che la tizia fosse una professionista del bricolage.
Ritorno sul post del tipo che, visibilmente coinvolto, attribuisce alla mia recente scoperta affascinanti effetti psicoterapeutici ed esotici, a me del tutto sconosciuti.
Davvero non si finisce mai d’imparare.
Giuro che questa sera, tra il supermercato e la lavanderia, mi fermo a comprare un guinzaglio!
mari
