mercoledì 21 dicembre 2011

Stavo pensando a ciò che mi piacerebbe ricevere per Natale, what I deserve for being such a good girl…ah, naturalmente la pubblicità del brAun frullatore senza fili, nero perdipiù! che sta su iobloggo, mi ha mandato in confusione.
Proprio ora che ho la scienza infusa culinaria di Nigella Lawson, uno strumento del genere capisci che reazioni d’ansia volitiva mi può trasmettere.
Ma torniamo ai miei desideri. A parte la Pace nel mondo e il ritorno di Lipstik Jungle e Una mamma per amica:
-   1) (uno semplice) un calendario lunare: mi serve da abbinare al mio nuovo rastrello cinese con cui curerò l’orto in primavera;
-   2) una pistola sparachiodi, che potrebbe già essere impegnativa e indurre in tentazione, ma non voglio una cosa da carpentiere. Mi serve un modello da bricoleur, così non si fa male nessuno e io sono contenta;
-   3) una cassetta porta-attrezzi. Questa mi fa impazzire, mi piace troppo pensare di avere tutte le mie cosine in ordine in un unico posto anziché sparse dal manzanarre al reno: conchiglie, taselli del 6, cacciaviti, nastro isolante, martello, pinze, millechiodi, bostik trasparente, bostik silicone antimuffa, sogni infranti, punte del trapano, taglierino…
Vuoi dire che non sia stata poi così brava?!
mari

Storia inventata per il piccolo Milo

(Novembre 2011)
E insomma che con tutta questa pioggia ho pensato che il Piave esondasse, ma non una cosa tremenda, una cosa alla 'fantastico mondo di Marì', un'ansa morbida di fratellanza, come fratello lo fu per gli alpini, che improvvisamente si spostasse dal suo letto per iniziare a muoversi verso Ovest, piano, sfruttando fontanili e canali d'irrigazione e correnti di benevolenza, e solo per un attimo passasse da una casa lì nei dintorni per recuperare un piccolo lettore sul suo divano, così concentrato nella lettura, da non accorgersi che il Piave lo stava sollevando, lui, il suo divano e il libro, per portarlo calmo e silenzioso, verso la pianura padana.
E incontra il Brenta, 'Ciao Brenta!'. E incontra l'Adige, 'Ciao Adige, siete tutti qui!'.
E incontra il Lago di Garda, 'Ciao Garda, sei grande e bello come un mare!'.
E il Garda, 'Grazie, ma tu dove stai andando? Non ti sei spinto un po' troppo in qua?'. 
E il Piave, sottovoce, 'Ssssst, sono in missione, poi ti spiego...'.
Faceva sssst, perchè il piccolo lettore intanto si era addormentato con il dondolio dell'onde e non voleva svegliarlo.
E incontra l'Oglio, incontra l'Adda e saluta tutti, perchè il Piave è un fiume gentile, ben educato e che sa esaudire i desideri.
Poi, qualche chilometro prima del Ticino, incontra un'altra casa, con il rosmarino e la lavanda sul balcone e le biciclette ancora fuori. 
E lì si ferma.
E' già mattina. 
Mari intanto si sveglia con i capelli bianchi dritti in testa e le ciabattine di velluto viola.
Ha appena finito di sognare che in una notte di luna piena, mentre i cumuli-nembi diradavano davvero, tutte le parole che lei pronunciava diventavano nuvole e le nuvole pioggia e la pioggia ingrossava un fiume e...Ma cos'è tutta quell'acqua lì fuori? Pensa, uscendo sul balcone. 
Poi vede il divano e il piccolo lettore che intanto si era svegliato e la stava salutando da sotto il cappuccio della felpa, neanche tanto stranito, visto che aveva già capito tutto.
'Lo vuoi un tè alla vaniglia?'.
'Non posso, devo tornare da Lisbeth'.
'Capisco...'.
'Allora ciao! Ciao Piave, grazie!'. 
(Gorgoglii).
E mentre prepara latte e biscotti, lo vede sparire giù per il fontanile Branzino, lui, il divano, il piccolo lettore e il suo libro.
mari

non so

Avevo il piccolo davanti a me dall'altra parte del tavolo con i suoi occhialini di plastica che gli fanno gli occhi ancora più grandi di quelli che ha già, grandi, tondi e marroni come un tronco tagliato, non scuri impenetrabili, dolci, e la sua innocenza di 4 anni e lo guardavo e lo scrutavo e ad un certo punto mi sono immaginata di poter smantellare la mia esperienza di 40 anni di vita vissuta, fatta di ricordi, rinforzi, pregiudizi, abitudini, paure, di potermi lavare le incrostazioni che appesantiscono e frenano la curiosità, rallentano la fantasia e guardare tutto questo mondo nuovo con quegli occhi lì.

Ecco, credo che potrebbe essere bellissimo e mi è venuta una gran voglia di un po' di leggerezza e di risate spensierate. O anche solo risate e basta.
Si è concluso un nuovo ciclo, come per la fenice di Silente. Devo uscire dalla cenere.
mari