Fatto sta che con il marito in viaggio di lavoro per oltre una settimana, le ho pensate tutte e ho programmato mentalmente ogni singola sera:
cinema, teatro, aperitivi in compagnia di almeno tre trentenni prestanti, plurilaureati e liberi tutte le sere, con i quali disquisire piacevolmente di filosofia e neuroscienze davanti a 7 campari e 10 martini.
Anzi! Quasi tutte le sere, perchè una l'avrei lasciata per tre ore ininterrotte di lettura del mio ultimo libro, dopo un bagno di due (no, voi non vi immaginate da quanto non faccio un bagno) con olio di mandorle, di macassar, di argan e bagnoschiuma alla rosa canina e al tè verde, bianco, rosso, alla magnolia e canfora ed essermi unta come un'anguilla con cinque creme diverse, antirilassamento (questa sì che mi fa restare sveglia! mannò, cutaneo s'intende!), antigambestanche, antiage, rimpolpante dove ci vuole, snellente dove non ci vuole. Profumante.
Ed essermi messa lo smalto nero, blu, blu-viola, cappuccino, cappuccino meno latte, marron glace, verde militare, verde squillante, rosa pallido, rosso casalinga anni '50.
Dunque dov'ero rimasta, ah, sì, cena sui navigli, cena al ristorante greco, libanese, sri lanka, cena allo Yar, al giapponese, lettura delle carte in via Fiori Chiari, mano di bianco al muro delle scale di casa e al muretto del giardino con metodo tirolese.
Festa delle salamelle a Zibido San Giacomo, passeggiata sulle guglie del Duomo, lancio con il paracadute, mostra fotografica di Comte e di Skoglund, concerto all'Alcatraz.
E invece no.
Ho il piccolo con il rantolino della broncopolmonite.
Ora è un problema anche la pizza delle 19,30 con la classe del primo-gemito.
Ho osato troppo.
(Anche il muretto in giardino, ma perchè non sto zitta...)
mari atterrita
