Oggi devo parlare del marito.
Non vuol dire andare fuori tema.
Oddio, qualche problema me lo faccio, per via della serie di sentimenti... diciamo forti che la situazione che andrò a narrare mi ha suscitato, di situazioni che non dovrei suggerire, di spunti che non dovrei dare, ma ho fiducia che anche dal peggio si possa trarre un decente insegnamento.
E poi le mie cicciottose educatrici si stanno comportando bene in questo periodo.
Il marito invece, rompe le balle, e così mi butto su di lui.
Dunque, succede che una mattina abbiamo una discussione su di una cosa qualsiasi e lui mi parla con un tono talmente arrogante e antipatico, al limite del maleducato, attenzione a questa: in presenza dei bambini!! che con costosissimo sforzo di contenimento e savoir-faire, smorzo il tutto per cercare di non dare un pessimo esempio di belligeranza famigliare alle creature.
Per giunta entrambi maschi.
Va bene, saluti e baci, ognuno incontro alla propria giornata.
In realtà, scaravento il grande alla materna senza i soliti convenevoli, che mi scappava la terra sotto i piedi dal nervoso, lasciandolo con una ciabatta sì e una no e mi precipito in macchina per chiamare la causa di tanto disagio!
A proposito di esempio.
'Senti, vedi di non legittimare toni tanto arroganti, soprattutto davanti ai bambini, che non mi sembra il caso'.
'Io tono arrogante?'.
Perdo la pazienza e non mi trattengo, perchè non si può negare l'evidenza in questo modo. Cabrao! Cuzao! Parvo! Foda-se! (Improperi che qui metto in portoghese per stemperarne la gravità).
Lui sosteneva di avere un tono normale, che ero io che a causa di un microchip installatomi una notte dagli alieni nei timpani, sentivo la sua voce in modalità arrogante.
Ora, non voglio fare la wonder woman de' no artri, ma io oggi ho abbassato il baricentro: ho una certa centratura, che mi consente di superare indenne tali punte di inconsapevolezza.
Sparo giusto qualche parolaccia per mantenere vivo il folclore.
Un paio di anni fa, invece, strizzata tra due bambini piccolissimi da accudire, un ispettore del lavoro che mi voleva rovinare (che potesse avere uno squaraus cronico da qui all'eternità) e tutte le insonnie causa preoccupazioni varie, dischi cervicali in uscita, madri in ospedale, cristi e madonne, all'ennesima ginocchiata notturna per cercare di farlo smettere di russare, lui mi risponde 'vai a dormire da un'altra parte'.
'Vacci tu', poteva sembrare una risposta sensata.
(Soprassediamo sulla sua proposta altruista e amorevole).
Dovete capire che erano i tempi della frustrazione, così scendo in sala e quello che mi concedo è scaraventare il telecomando contro la parete.
Gesto tutto sommato contenutissimo rispetto a quello che avrei voluto realmente fare e che sfilava nella mia mente nel seguente ordine:
OPZIONI DI OMICIDI E CATASTROFI
1) mettere i figli in macchina, cospargere la casa di benzina, accendere tramite mozzicone di sigaretta lanciato con aria sprezzante e scappare in pigiama ad Antigua;
2) spaccare tutto ciò che mi capitava a tiro (il 'suo' televisore per primo) con mazza da muratore e avvicinandomi con furia distruttiva al nemico, spaccare anche lui, riducendolo ad un trito per soffritto.
Difficile per gli inquirenti distinguere cosa bollisse in pentola: marito o bruscìtt?
3) Manomettere la presa che avrebbe usato per il rasoio elettrico.
Tragica fatalità. (Cazzi amari se fosse sopravvissuto all'elettroshock uscendone come Branduardi);
4) caffè di Sindona, la mattina dopo. Minimo sbattimento, efficacia garantita.
Da serial killer a turpiloquiante: il mio è un futuro luminoso!
Mari

'sticazzi!! comunque devi sempre considerare che ogni azione maschile deriva direttamente dal teorema "fate quello che dico io, ma non quello che faccio io" da cui l'assioma " perchè io faccio quello che voglio e solo quando voglio". mala tempora currunt.
RispondiEliminala simo
se tuo marito è così stronzo come lo descrivi perché continui a stare insieme a lui?
RispondiEliminao sotto sotto è un fantastico ragazzone e gli vuoi un sacco di bene?
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