A me, sinceramente, non interessa più di tanto che piova.
Certo, vuoi mettere s-ciabattare sotto la canicola padana in infradito Accessorize e canottiera ai primi di Maggio, inaugurando con soddisfazione e grande anticipo la stagione dei bagni in piscina, delle pizze prese al volo mentre torniamo a casa (li porto in piscina da sola tutti e due, devo anche cucinare? E poi?), del colorito dorato che fa tanto randagi metropolitani, del cenare con la finestra aperta sul cielo chiaro e rosso del tramonto quasi estivo, privo di zanzare?
Invece mi tocca immergermi fino al polpaccio nel laghetto naturale in cui si è trasformato il parcheggio della materna del primo-gemito (ci ho visto guizzare una trota salmonata. 'La mia cena!', hanno giurato sentir esclamare dalla mia auto, nel tentativo di investirla).
Sì, ok, i capelli crespi, le patatine posse, il cielo grigio, ma ripeto, non sono motivo di umore pandant (al cielo).
Solo la Moratti gode come un riccio per questo diluvio, che le sta facendo impennare senza precedenti le statistiche dei giorni sotto la soglia di tolleranza da polveri sottili.
Anzi, io me la vedo proprio prima di andare a letto a darci dentro con la danza della pioggia sullo scendiletto di pelle di pecora, con tanto di cimiero piumato pellerossa.
Va beh, sono sulla via della margherita, il che significa che la mia volontà per un futuro sostenibile - il mio - è la stabilizzazione dell'umore.
E' portare la freccina del barometro-umore su sereno. Sempre. Va bene, spesso. Spessissimo.
E ci sto riuscendo.
E sono troppo fiera.
Ciò non significa che diminuiscano i casini, le preoccupazioni, gli impegni quotidiani, ma questo modello, che per scarsa considerazione delle mie capacità gestionali non posso pensare portato avanti da me, ma dagli amici alieni che mi pilotano tramite microchip, permette un nuovo approccio alle disgrazie quotidiane.
Faccio degli esempi pratici:
- non mi lamento. Così, in generale;
- non mi sento angosciata e sopraffatta dagli eventi;
- ai -11mila € (meno undicimila euro!) sul conto dell'asilo non reagisco più piangendo, non dormendo la notte, o pianificando fughe tattiche per far perdere le mie tracce ai creditori. No, esterno un cauto 'adesso vediamo, consideriamo, valutiamo';
- sono passata da 'non ce la posso fare' a 'ce la faccio';
- sono diventata paziente. Dico solo qualche parolina in macchina agli altri automobilisti quando commettono scorrettezze e non li inseguo più per tamponarli e dargli una lezione!
Lato nido
Il modello margherita incontra, ahimè, una certa resistenza alla propria completa realizzazione in ambito lavorativo. Il suo antagonista si chiama 'senso di colpa'.
Senso di colpa nei confronti di chi lavora più di me: la mia socia.
D'altra parte lei ha i figli grandi, può dedicare al nido più tempo, e poi io devo farmi 3/4 d'ora di macchina per andare ogni giorno, lei abita nello stesso posto. Il mio primo lavoro è quello di genitore, sono sola al mondo (...).
Niente da fare. Lui è lì, formato zainetto, che non mi molla, nonostante le attenuanti.
Facciamo così, prendiamoci le proprie responsabilità da persone adulte...ci penso quando smette di piovere!

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